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Supercharger aperti a tutti… o no?

Una delle convinzioni più diffuse tra i detrattori delle auto elettriche è sempre stata la mancanza di punti di ricarica veloci, che per i viaggi lunghi sono effettivamente un toccasana.

La situazione in generale sta migliorando, perché ad esempio lungo la rete autostradale si sta assistendo ad un numero sempre crescente di installazioni, anche se va detto che la rete di ricarica proprietaria Tesla, i Supercharger, sono stati e sono da sempre la rete più affidabile, diffusa e diciamo pure esclusiva un po’ ovunque, specie in Italia.

Rete “invidiata” dai proprietari non Tesla, a volte snobbata dai proprietari per il costo di ricarica che non è dei più bassi del mercato, a fronte di una semplicità d’uso sconvolgente e appunto di una capillarità tale da permettere di viaggiare in lungo e in largo in Europa con la certezza, grazie all’integrazione con il navigatore, di trovare sempre un punto di appoggio per la ricarica.

Tesla ha continuato ad espandere la propria rete di supercharger arrivando, ad oggi, a 62 postazioni in Italia, intese come località, e altre 7 in costruzione per un totale di 674 punti di ricarica che rappresentano, al momento, la rete più estesa presente sul nostro territorio e nell’ottica di favorire la mobilità elettrica e di guadagnare da questo investimento fatto, non essendo una onlus, ha deciso da qualche giorno di includere l’Italia nella sperimentazione che prevede l’apertura della rete anche ai non Tesla di alcuni tra i 69 siti presenti, 20 per la precisione al momento, per un totale di 174 punti.

La notizia di per se sarebbe anche positiva, in quanto 174 colonnine rapide lungo la penisola e nelle isole non può che favorire l’espansione della mobilità elettrica, ma come per tutte le medaglie c’è un rovescio di cui tenere conto.

Partiamo dal dire che la stragrande maggioranza dei 674 supercharger presenti è nata per veicoli Tesla, che hanno come standard la presa di ricarica sul lato posteriore sinistro.

Il loro posizionamento, la lunghezza del cavo, il software e tutto ciò che vogliamo aggiungere all’ecosistema, nasce quindi predisposto per offrire la massima user experience ai proprietari dei veicoli della casa Californiana che non devono far altro che parcheggiare il veicolo in retromarcia (o più raramente a marcia avanti), scendere e raggiungere il cavo posizionato all’altezza dello sportellino, lato conducente, prendere il cavo dalla colonnina, premere il pulsante che sta sul connettore per far aprire automaticamente lo sportello sul veicolo, collegarlo e attendere il tempo necessario. Alla fine poi basta premere il tasto sul connettore, scollegare il cavo e riporlo. Tutto qui.

L’apertura dei supercharger ai veicoli che Elon Musk chiama “non Tesla” prevede che i proprietari di queste auto creino un account sull’app Tesla e una volta inseriti i dati richiesti provvedano all’attivazione della ricarica da app semplicemente collegando il cavo e scegliendo lo stallo in base al numero presente sullo stesso.

Tutto bello comodo e facile quindi?

Magari!

Il problema più grosso in Italia è la supponenza dell’automobilista medio, che ritiene sempre dovuto, subito e gratis, ogni servizio che fa al caso suo, senza mai porsi il dubbio se il proprio comportamento vada a ledere quello di altri.

Pensate solo a quanti proprietari di veicoli termici parcheggiano, a volte anche per fare un dispetto, negli stalli riservati alla ricarica, o peggio ancora quanti utenti “elettrici” che incuranti delle regole sostano ore e ore negli stalli come se fossero parcheggi a loro riservati.

Ora ci sarà un motivo in più per discutere, in quanto sicuramente ci saranno, come già si vedono in rete, proprietari di “non Tesla” che per il solo fatto di pagare ritengono dovuta la possibilità di utilizzo di qualsiasi supercharger (ma la regola vale ovunque ovviamente, in qualsiasi stallo di ricarica di qualunque potenza) parcheggiando l’auto nello stallo più comodo per il loro veicolo, ignorando che così impedirebbero ad altri utenti di usufruire degli altri stalli.

Andiamo con ordine e cerchiamo di essere tutti collaborativi e propositivi.

Prendiamo come esempio un piccolo supercharger come questo in foto, dove la logica è COLONNINA 1 va per lo STALLO 1 e via così, e proviamo a ragionare, tenendo presente che il cavo da usare se ne troviamo due è solo il CCS Combo 2 e non l’altro, e che se ci sono due cavi non significa che possiamo collegare 2 auto ma semplicemente sono due tipi diversi di cavo per permettere la ricarica veloce anche ad alcuni modelli Tesla che non hanno la CCS Combo 2 e non funzionerebbe su altri veicoli.

Ci sono 3 colonnine con relativi 3 stalli, quindi ci starebbero 3 auto a caricare contemporaneamente, semplice fin qui no? Se fossero 3 tesla, con la porta di ricarica posizionata dietro lato conducente , se parcheggiate in retro come quella presente tutto regolare.

Ora supponiamo che arrivi un veicolo con la porta di ricarica:

  1. davanti a destra: potrebbe caricare parcheggiando al centro? Probabilmente si, il cavo dovrebbe arrivarci.
  2. Al centro davanti: già diventerebbe più difficile, in base all’auto potrebbe non arrivare il cavo.
  3. Davanti a sinistra: va a caricare altrove, perché il cavo non arriverebbe.
  4. Dietro a destra: vedi punto 3.

I punti 3 e 4 non permetterebbero di usare in nessun modo il cavo della colonnina 2 sullo stallo 2.

Capisco che la tentazione sia di parcheggiare sullo stallo 3 usando il cavo della colonnina due ma dovrebbe essere facilissimo capire che così lo stallo 2 diventa inutile, al pari della colonnina 3!

Già così dovrebbe far accendere la lampadina del buonsenso per capire che quanto suggerito sopra sia il comportamento logico e sensato da tenere, ma nel dubbio Tesla stessa, nelle istruzioni per l’uso ai “non Tesla”  che trovate al link sotto, a domanda

Il cavo Supercharger può raggiungere tutti i veicoli elettrici? scrive
Alcune configurazioni del sito Supercharger potrebbero non essere adatte per alcune auto. Si prega di non ostacolare altre auto parcheggiando sopra le linee se il cavo non è in grado di raggiungere comodamente il veicolo.

https://www.tesla.com/it_IT/support/non-tesla-supercharging

Qui invece trovate un piccolo schema di dove sono le prese nelle varie auto

Quindi, visto che a prescindere, in qualsiasi stallo, di qualsiasi gestore e potenza, siamo ospiti in casa altrui e non a casa nostra e soprattutto che darebbe fastidio a chiunque trovare qualcuno che impedisca, volontariamente o meno, l’accesso alla ricarica, almeno tra noi utenti elettrici cerchiamo di evitare situazioni paradossali e al limite della comune intelligenza solo per un mero piglio di egoismo; se non arriva il cavo non possiamo far altro che evitare di essere di impedimento ad altri.

Ci sono alcuni Supercharger di più recente costruzione/aggiornamento dove, prevedendo la partenza di questo progetto pilota, le colonnine sono state posizionate al centro dello stallo anziché allineato alla riga, per permettere a tutti (o quasi) di poter parcheggiare correttamente e caricare e ce ne saranno sicuramente sempre di più, proprio perché lo spirito di Tesla è quello di permettere a tutti la ricarica.

Come già detto però non essendo una onlus, non può modificare una rete così numerosa gia pre-esistente solo perché i costruttori non hanno trovato uno standard di posizionamento della presa di ricarica.

Collaboriamo ed evitiamo di alimentare inutili polemiche e ne trarremo vantaggio tutti.

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auto elettrica, colonnine, Ricarica auto, Supercharger, Tesla

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